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LE ORIGINI DELLA PIZZA

Da circa tremila anni, moltissime civiltà, specialmente quelle che si affacciavano sul Mar Mediterraneo, per soddisfare il loro bisogno primario di nutrimento, hanno elaborato e consumato differenti forme di focacce e schiacciate impastate con farina di cereali, acqua, erbe aromatiche e svariati condimenti.

pizza margherita Gli esempi che possono riportarsi sono innumerevoli:
∙ nell’antico Egitto il genetliaco del Faraone si festeggiava mangiando una schiacciata condita con erbe aromatiche;

∙ in epoca greca, diverse ricette babilonesi di  schiacciate e focacce erano tramandate da Erodoto;
∙ i Romani usavano cucinare focacce di farro.

Si suppone che il farro ha delineato anche le origini etimologiche della parola farina, mentre la parola pizza, si presume, derivi da pinsa, participio passato del verbo pinsère il cui significato è schiacciare, macinare.

Virgilio, in alcune sue opere, narra di alcuni contadini che usavano macinare frumento, setacciare il prodotto ottenuto, procedere, poi, ad impastare con erbe aromatiche e sale; l’impasto, poi schiacciato e arrotondato per renderlo sottile, veniva cotto con il calore delle ceneri del focolare.

Nel Medioevo e nel Rinascimento le schiacciate vengono elaborate con varianti di salato e di dolce, con sistemi culinari e di cottura diversi rispetto ai periodi precedenti.
La pizza nasce intorno al 1600:
inizialmente era pasta per pane, cotta in forni a legna, condita con aglio, strutto e sale grosso, oppure, con caciocavallo e basilico.

Difatti, si parlava della pizza alla” mastunicola” ossia pizza al basilico: un disco di pasta condita con strutto, formaggio, foglie di basilico e pepe.
Dopo qualche tempo nasce la pizza ai “cecinielli”( piccoli pesciolini).
Ma è a Napoli che si perfeziona la pizza; é in questa
pizza margherita
città che si sono utilizzati i due degli ingredienti fondamentali: la mozzarella e il pomodoro.

La mozzarella fu importata in Italia dai Longobardi che, alla caduta dell’Impero Romano, portarono con sé la bufala; questo animale si ambientò perfettamente tra il Lazio e la Campania e fornì il latte per la produzione della mozzarella.

Il pomodoro arrivò dal Perù ad opera dei colonizzatori Spagnoli: dapprima utilizzato come salsa cotta, solo successivamente fu usato come condimento per la pizza.
Nell'ottocento, sempre a Napoli, nasce la Pizza Margherita, ad opera di un pizzaiolo napoletano: Raffaele Esposito.
Egli prepara, su richiesta della Regina Margherita, moglie di Umberto I re d'Italia, tre pizze:
la solita alla mastunicola (strutto, formaggio, basilico)
una alla marinara (pomodoro, aglio, olio, origano) e
una con il pomodoro, la mozzarella e il basilico, pensando al tricolore Italiano.

Alla Regina piacque moltissimo quest'ultima ed il pizzaiolo, per farle onore, le dette il nome della sovrana: Margherita.
Fino al 1900 la pizza e le pizzerie rimangono circoscritte al napoletano; poi, dopo la seconda guerra mondiale, con l’emigrazione, la pizza esce dai confini del Meridione per conquistare il Nord e le altre nazioni, diventando così un fenomeno mondiale. 


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